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martedì 12 ottobre 2021

La dama di picche

Anche questa fragranza molto diffusa in Russia ha un nome importante che reca in sé una storia affascinante e strettamente legata alla cultura di quel Paese.

La dama di picche è un racconto di Puškin, il padre nobile della letteratura russa, e la sua trasposizione in forma di opera lirica è di Pëtr I. Čajkovskij su libretto del fratello Modest.
Il racconto originario è del 1834, periodo in cui in tutta Europa si diffonde il Romanticismo, e l’opera del grande poeta e scritture russo è sicuramente uno dei capisaldi di questo stile che coinvolse non solo le lettere ma anche la pittura e successivamente la musica. Del 1890 invece è il debutto del melodramma dei fratelli Čajkovskij che cambiarono il soggetto iniziale per le esigenze della rappresentazione e forse anche per adattarlo ai gusti del loro tempo. Il nucleo delle tematiche principali resta però intatto e la trama dark lo ha reso un classico dei classici come il profumo che porta il suo nome.

Ma veniamo alla storia: siamo nella elegante Pietroburgo della prima metà dell’800 in un club dove altrettanto eleganti e nobili ufficiali si sfidano a carte giocandosi delle fortune. Hermann è uno di questi ma, essendo di origini tedesche e quindi “parsimonioso” e incline all’autocontrollo (almeno secondo il pensiero di allora) guarda con occhi avidi le partite degli amici tenendosi ben lontano dalla tentazione di parteciparvi. Una sera però Tomskij, suo commilitone, gli racconta la storia di sua nonna, un’anziana nobildonna che un tempo era stata una vera bellezza anche lei col vizio del gioco. A Parigi la signora l’aveva combinata grossa e il marito si era rifiutato di pagare i suoi debiti. Aveva dunque chiesto aiuto a un nobile francese appassionato di magia e questi le aveva rivelato una formula di gioco che l’aveva salvata dalla rovina. Dopo aver recuperato il denaro, aveva vissuto fino a quel momento senza mai rivelare a nessun altro il suo segreto, né agli amici né ai famigliari. Solo in un caso, impietosita da un giovane a un passo dalla catastrofe, aveva rivelato la combinazione di tre carte vincenti. La fantasia di Herman allora si accende e la sua ossessione sarà quella di ottenere la formula dalla contessa a tutti i costi. Si servirà per questo della giovane e ingenua Liza, figlioccia e dama di compagnia della contessa. La corteggerà e sedurrà solo al fine di entrare in contatto con la nobildonna e convincerla a consegnarli il sistema vincente. Farà di tutto, in una escalation che va dalle blandizie, alla supplica, alle minacce. In occasione di un confronto piuttosto animato, la “dama di picche” ha un malore e muore. Herman è disperato perché non ha le carte vincenti e Liza è disperata perché capisce di essere stata sedotta e abbandonata. Una notte a Herman appare il fantasma della contessa che gli rivela la combinazione “tre, sette, dama di picche” a patto che egli la usi per assicurarsi una vita onorevole e agiata assieme a Liza. Quest’ultima decide di concedergli un’altra possibilità ma quando lo incontra sul canale in preda a una eccitazione febbrile pronto and andare al tavolo da gioco, capisce che tutto è perduto e si getta nella Neva. Ovviamente Herman verrà punito dal destino, e dal fantasma della contessa, e perderà tutto nell’ultima mano di carte. A questo morirà disperato.
Il profumo Pikovaka dama- Classic è del 2015 e prodotto da Brocard. Appartiene al gruppo dei floreali con una base legnosa. Magnolia e melone con note esperidate per la testa, un cuore di fiori bianchi tra cui mughetto, gelsomino e violetta, muschio e legni nella base. Una composizione apparentemente semplice ma molto magnetica. Conoscendo l’ispirazione sento nei fiori bianchi l’evocazione della giovinezza, della femminilità più dolce e pura ma anche, grazie alla magnolia l’idea della bellezza perduta della contessa. I fiori di magnolia, infatti, sono tanto delicati da freschi quanto insidiosi una volta appassiti. C’è il senso della notte e sì, forse anche della perdita assieme a una sensazione talcata che fa pensare a trine e merletti. Persistente ma sottile, la sua percezione si smorza col freddo e si rinvigorisce quando si entra in un ambiente chiuso molto caldo. Cosa che in Russia, d’inverno, è la norma. La dama di picche ha ispirato anche altri profumieri come Xerjoff nel 2017 il quale però gli ha conferito un’aura un po’ orientaleggiante e Histoires de Parfums con il loro 1890, anno della prima del melodramma, in cui però con le note di cuoio e incenso si aggiunge una nuance maschile e oscura, così anche Herman, alla fine, ha avuto la sua parte.

 

giovedì 2 settembre 2021

Krasnaja Moskva - Mosca rossa

Ne avevo già parlato qui anticipando parte della storia di questo gioiello senza tempo che è Krasnaja Moskva. Aspettavo solo di poterlo sentire di nuovo per rinverdire i ricordi e le sensazioni di un tempo passato ma non del tutto andato.
Il percorso di questa creazione nel mondo dei profumi è un’avventura avvincente di cui è protagonista assoluta. Eroina in un romanzo che leggiamo avidamente e che, quando ci sembra che tutto è perduto, risorge dalle ceneri per riprendere il cammino verso la meta che, in questo caso, è arricchire di fascino ed eleganza chiunque la indossi.


Per me un connubio unico di quei due aspetti che fanno di un’opera un capolavoro e che io chiamo “kitsch and chic”, è popolare senza essere cheap, un miracolo.
Krasnaja Moskva è frutto di studio, competenza, storia, qualità ed è allo stesso tempo un prodotto destinato a tutte le donne ma, aggiungo io, a chi ama i profumi in generale. La leggenda della sua nascita è complessa ma le versioni più accreditate parlano di un antenato che si chiamava “Любимого букета императрицы” [Il bouquet preferito dell’imperatrice] un profumo realizzato per l’imperatrice Marija Fjodorovna, moglie dello zar Alessandro III e madre di Nicola II.
La bottiglia recava sull’etichetta l’immagine dell’imperatrice russa per eccellenza, Caterina II la grande, tuttavia esisteva già un “bouquet dell’imperatrice” prodotto dal 1864 dalla Maison Brocard & Co. e da questo probabilmente deriva 
Krasnaja Moskva.
Nel 1900 il fondatore della Brocard morì e a condurre l’azienda rimase la moglie Charlotte che invitò in Russia il naso Auguste Michel per assumere il ruolo di maestro profumiere lasciato da Henri Brocard.
Dopo la Rivoluzione la fabbrica venne nazionalizzata e cambiò nome in “Новая Заря” [La nuova alba]. La scarsità di materie prime di qualità costrinse la nuova dirigenza a riformulare parzialmente il profumo e ciò avvenne con successo sotto la guida di Polina S. Žemčužinanomen omen in russo žemčužina significa [perla] - che si rivolse direttamente al Partito per far sì che la fabbrica ottenesse l’attenzione che meritava poiché tutte le donne avevano diritto anche al  profumo. La formula definitiva di 
Krasnaja Moskva rimase segreta. Da quel momento per il profumo, ormai sovietico, si aprì una stagione di successi che portò alla premiazione nel 1958 all’Expo di Bruxelles.
Ma dopo tutto questo divagare, di cosa sa Krasnaja Moskva? Mi chiederete voi.
Cercherò di descriverlo: si tratta di un chypre, floreale, ambrato, muschiato con note esperidate. Pare che la composizione conti circa sessanta elementi e non stento a crederlo. Alcune tra le note dichiarate sono: fiori d’arancio, iris, gelsomino, eliotropio, garofano, muschio. Fiori, legni, resine, animalico c’è di tutto ma tenuto insieme armoniosamente come un’orchestra. Dolce e un po’ nostalgico questo profumo è espressione dell’anima russa e ciò che lo rende affascinante è l’atmosfera che è in grado di evocare. Io quando lo sento penso alle serate a teatro, agli incontri ufficiali fra delegazioni, al GUM, ai Berjozka, alle mamme di tanti miei amici che amavano Vivaldi e sognavano Venezia. Iconico come le guglie a cipolla della Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa di cui ne ricorda la sagoma nel tappo, 
Krasnaja Moskva è il simbolo del diritto di tutti alla bellezza.

giovedì 19 agosto 2021

Sensuale Tuberosa - Noix de Tubereuse Miller Harris



Quando si parla di Tuberosa vengono in mente profumi dichiaratamente femminili, dolci, sontuosi e dalle connotazioni retrò. Noix de Tubereuse di Miller Harris non si discosta molto da questo quadro ma la scelta della creatrice Lyn Harris di aggiungere una sfumatura verde ed erbacea ha sicuramente ringiovanito l’idea di tuberosa. Il sensuale fiore bianco qui dialoga con la ritrosa Violetta e la timida Mimosa e tutte assieme giocano in un prato di Trifoglio. Ambrato e talcato, floreale e verde note sapientemente miscelate che creano una piacevole e intima sensazione pur non rinunciando a una scia riconoscibile. Un vero piccolo capolavoro datato 2003 che vale la pena avere in collezione.

PS. Dedico questo post al lettore/lettrice dal Portogallo. Se ci sei scrivi nel box dedicato alle comunicazioni, sono curiosa di conoscerti visto che mi leggi sempre.

 English version --------------------------------------------

When it comes to Tuberose it reminds a sweet sumptuous perfume for women with some retrò connotation. Noix de Tuberouse by Miller Harris is not so far from this view but the creator’s choice, Lyn Harris, was to add some green and herbaceous shades so to make the idea of Tuberose younger.
The sensual white flower here dialogues with the reserved Violet and the shy Mimosa and they all play together in a clover meadow. Amber and talc, floral and green wisely blended notes create a pleasant and intimate sensation while not giving up on a recognizable sillage. A little masterpiece dated 2003 that is really worth having in your collection.
 
PS. I dedicate this post to the reader from Portugal. If you are there, write in the communications box. I'm curious to know who you are since you always read me.
 

mercoledì 11 agosto 2021

Vaniglia e fichi


Non ho fatto in tempo a gustare i frutti che maturano a fine agosto e sono arrivata troppo tardi per quelli che sono pronti a luglio. Di certo non andrò a comprarli al supermercato; i fichi vanno mangiati vicino all'albero.
Uno dei frutti simbolo dell'estate, il fico, è protagonista di molte fragranze ormai storiche, classiche: da Philosykos di Diptyque Premier Figuier di L'Artisan Parfumeur.
La mia proposta di oggi è forse meno glamour ma altrettanto importante in termini di qualità e storia: Vaniglia e fichi Eau de Parfum di Spezierie Palazzo Vecchio.
Dimenticate la vaniglia troppo dolce, a volte stucchevole e adolescenziale. Qui questa nota diventa adulta con la freschezza delle foglie e del legno dell'albero di fico, direi che in essa il frutto maturo poi aggiunge una leggera nota salina. Mi piace, mi fa sentire a casa tanto che per far da cornice all'elegante flacone ho scelto le mie pregiate ceramiche di Castelli - Abruzzo.

domenica 18 luglio 2021

Sacreste di Laboratorio olfattivo


Sacreste di Laboratorio olfattivo è una fragranza del 2018 considerata autunnale, io invece la consiglio anche per l'estate. L'incenso è il protagonista assoluto in tutte le sue forme, dalla resina al filo di fumo ma si tratta di sensazioni legate all'incenso liturgico più che ad atmosfere orientali. La creazione è di Luca Maffei che, anche in questo caso, ha saputo conciliare il senso di freschezza con quello di tepore rassicurante. A me ricorda la frescura delle antiche chiese di pietra nelle quali trovare refrigerio dall'afa estiva. Un piccolo capolavoro che crea dipendenza.

---------------------------- English version ------------------------------------

Sacreste by Laboratorio olfattivo is a fragrance released in 2018 considered best suitable in autumn, anyway I recommend it for the summer. Incense is the absolute protagonist in all its forms, from resin to a thin thread of smoke. The sensations is that one related to liturgical incense rather than to oriental atmospheres.
The creation is by Luca Maffei who, as he always does, has been able to reconcile the sense of freshness with a reassuring sense of warmth. It reminds me of the cool air in ancient stone churches where to find refreshment from the summer heat. A small masterpiece that is addictive.

domenica 11 luglio 2021

Musc invisible


Musc invisible, una creazione must have di Juliette has a gun. Uscito nel 2020, è decollato nella primavera del 2021 proprio per le caratteristiche che lo rendono una sorta di skin scent discreto e adatto a tutte le situazioni dando il meglio di sé con l’arrivo del caldo. Un muschio talcato ma con l’apertura floreale del gelsomino sostenuta dal cuore di fiore di cotone. Soave, leggero ma persistente mai invasivo eppure presente, come un amico invisibile.

--------------------English version------------------------

Musc invisible, a must have creation by Juliette has a gun. It was released in 2020 but found its way to our hearts in the spring of 2021 thanks to the characteristics that make it a kind of discreet skin scent suitable in all situations and giving the best with warmer temperatures.
A powdery musk with floral top notes of jasmine supported by the heart of cotton flower. Sweet, light but persistent, never protagonist yet present, like an invisible friend.

domenica 4 luglio 2021

Esprit du Tigre di Heeley

Esprit du Tigre, una fragranza da alcuni definita esotica forse a causa del nome, di sicuro non viene pensata come estiva e invece io la trovo particolarmente energizzante in questo periodo. Non vi vengano in mente sentori animalici o avvolgenti, qui la parte del leone (cioè della tigre) la fa la canfora. Avete presente il balsamo di tigre? Ecco è proprio quello a cui ci si riferisce e, se si considera che fra le note di testa c’è anche la menta, la freschezza è assicurata. Nella piramide olfattiva compariranno anche spezie come il cardamomo e la cannella, il pepe nero e la noce moscata, un po’ di dolcezza arriva dal fondo di vetiver.


Si tratta di un Eau de Parfum ma la durata è media e la persistenza piuttosto timida, la qual cosa potrebbe anche essere un pregio. Non aspettatevi evoluzioni spettacolari nel tempo perché, da questo punto di vista, quello che percepiamo al primo momento è quello che resta. 
Ho provato anche altre fragranze di Heeley, ad esempio: Sel Marin, Rose Aria, Eau Sacrée. Hanno tutti la medesima caratteristica: si rivelano fin dal primo momento e non nascondono sorprese. Quindi se vi piacciono da subito andrete sul sicuro, se non vi piacciono lasciate perdere perché non ci saranno particolari cambiamenti o evoluzioni nel tempo. Eau Sacrée è uno di quelli che ho apprezzato maggiormente perché si tratta di un incenso molto interessante e che io percepisco come freddo. Ha nelle note di testa cisto labdano, olibano, muschio e il risultato è davvero molto gradevole ma si tratta di un estratto (come anche Rose Aria) e si posiziona in una fascia alta di prezzo. Vi garantisco che si possono trovare fragranze altrettanto affascinanti anche spendendo meno.

________________English version______________________

Esprit du Tigre is a fragrance often defined as exotic perhaps due to its name. It’s not considered a summer fragrance, anyway I perceive it particularly energizing in this period of the year.
Do you know tiger balm? This is exactly what it reminds us: camphor. And, if we consider that peppermint is among the top notes, freshness is guaranteed. Spices such as cardamom and cinnamon, black pepper and nutmeg will also appear in the olfactory pyramid, a little sweetness comes from the vetiver base.
Despite being an Eau de Parfum the duration is medium and the persistence rather timid, which could also be an advantage in some cases. Do not expect any particular evolutions over time because, from this point of view, what we perceive at the first moment is what remains on.
I’ve tried other Heeley fragrances: Sel Marin, Rose Aria, Eau Sacrée. They all have the same characteristics, they reveal themselves from the first moment and do not hide any surprises. So, if you like them immediately you will be on the safe side purchasing them. If you don't like them, change your mind. There will be no particular revelations or evolutions over time. Eau Sacrée is one of those I mostly appreciated because it is a very interesting incense and I perceive it as “cool”. It has in the top notes cistus labdanum, olibanum, musk and the result is very pleasant but it is an extract - as well as Rose Aria- so it is positioned in a high price range. I’m sure you could find equally fascinating fragrances even for less.

sabato 12 giugno 2021

Declinazione di "rosa"

Quest’anno la stagione delle rose non è stata delle migliori; un maggio freddo e piovoso ha ritardato la fioritura che si è trovata nel suo pieno in questo giugno afoso e umido, un clima ottimale per muffe e parassiti. Nei giardini le rose fioriscono, possiamo godere comunque dei loro colori e soprattutto del loro profumo. Ma questo non è un post dedicato al giardinaggio quindi passerò a illustrarvi le mie scelte di oggi dedicate alla regina dei fiori e della profumeria. Si tratta di una declinazione della rosa, facciamo conto di cinque varianti che ho a portata di mano.



Cassandra Rose rouge di Jeanne Arthes: l’idea è quella di una rosa classica, la fragranza è sviluppata intorno al sentore di rosa rossa fresca, nel pieno della fioritura e particolarmente centrata sui petali del fiore. A creare una sensazione che incontri maggiormente il gusto attuale note di testa di ribes nero e bacche selvatiche mentre a sostenere il fondo l’ormai immancabile cedro e la vaniglia. A essere sincera, io non percepisco una gran complessità di questo profumo soprattutto a distanza di tempo. È tuttavia molto piacevole e fresco. Si tratta di un prodotto low cost, facilmente reperibile in Rete ma che è comunque Made in France e l’azienda produttrice è originaria di Grasse. Una discreta qualità credo sia garantita.

L’Eau de rose di Labeau: nome francese ma azienda spagnola con certificazione vegan ok. Per essere un eau de toilette è abbastanza intensa e articolata. Note di bergamotto, mandarino e violetta accompagnano la rosa damascena sostenuta dall’iris, cedro e mate. Fa parte di una collezione che comprende anche Eau de Iris, Eau de Muguet, Eau de Jasmin e Eau de Thè vert. Si trova in Rete, in siti dedicati alla parafarmacia e in catene di prodotti igienici e cosmetici. Un prodotto molto valido e conveniente.

Dange Rose di Blumarine: ho già parlato di questa languida e un po’ oscura rosa di Blumarine qui in MaRoussia Dange-Rose si sale un po’ di prezzo ma non troppo.

Rrose Sélavy di Maria Candida Gentile: qui entriamo nel mondo della profumeria artistica e questa fragranza è un omaggio di MCG alla figura e all’arte di Marcel Duchamp nel suo alter ego en travesti Rrose Sélavy, appunto. Un bouquet di rose potentissimo dall’apertura inebriante, vellutata e persistente. La composizione è dedicata a questo fiore nelle sue varianti più apprezzate nella profumeria di qualità come rosa turca, rosa di maggio, rosa Michelle ed è compresa anche la parte erbacea del gambo di rosa che conferisce una velatura pungente che personalmente apprezzo molto.

Une rose di Edouard Fléchier per Frederic Malle: una fragranza del 2003. Dichiarata come femminile ma che personalmente ritengo sarebbe adatta anche a un uomo in vena di sperimentare. La rosa in questione è veramente dark perché al fiore è associato l’aroma di vinaccioli e persino quello del tartufo (solo un leggerissimo sentore che la rende un po’ amara) ci sono poi il miele e il geranio che danno una leggera sensazione di dolcezza nel "decadimento". Una scelta di nicchia in tutti i sensi.

domenica 6 giugno 2021

Mini taglie mega talento

L'ispirazione di oggi è breve e concisa perché il protagonista della riflessione è l'ideatore di queste fragranze, Luca Maffei. Nell'immagine alcune mini taglie e samples che hanno come comune denominatore il naso che le ha create.
Ciò che mi piace è la cifra stilistica di Maffei che lo rende riconoscibile a prescindere dalla fascia a cui appartiene il profumo da lui realizzato. Si va dalla nicchia di 1001 Nobile al recentissimo Volata di Acca Kappa, dalle realizzazioni per Jacques Fath al più economico Marijane di Alyssa Ashley senza perdere la cura dei dettagli e soprattutto una certa nota distintiva.


In cosa consiste questo tratto che rende Maffei riconoscibile non lo saprei dire, non essendo io un'esperta ma solo un'appassionata di profumi. Quello che è sicuro è che avverto una specie di introduzione, un secondo proprio, che letteralmente risveglia il senso dell'olfatto, apre le narici (perdonate l'immagine un po' grossier) e permette di percepire la fragranza con maggiore intensità. Luca Maffei collabora con molte maison italiane e internazionali, credo che a tutte dedichi la stessa attenzione e anche se aspiro a collezionare tutte le sue creazioni per Laboratorio olfattivo, ad esempio, potrete provare la sua magia anche con i nuovi profumi di Pupa. Un vero esempio di pop and chic. 

sabato 22 maggio 2021

Una Volata in rosa

Molti penseranno a spazzole, pettini e spazzolini da denti ma Acca Kappa è in pista da un bel po' per quanto riguarda la profumeria di qualità. Ho già provato molte delle loro fragranze per la persona - e anche per la casa  - e  sono rimasta sempre ampiamente soddisfatta.

Adesso poi ci si è messo anche il golden boy della profumeria italiana a creare qualcosa di veramente unico e speciale (vi devo dire anche unisex? Spero di no). 
Luca Maffei è il naso di questa novità dedicata al Giro d'Italia con il nome di Volata, per l'azienda trevigiana ha creato anche Black pepper che consiglio vivamente a chi ama sensazioni vibranti ed energiche.


La bella vetrina di Alchimia, Conegliano (TV)

La fragranza evoca veramente un percorso nella natura: bergamotto, pepe rosa (sarà di buon augurio per la maglia) e zenzero restituiscono l'energia della pedalata mentre con il cuore di iris, lavanda e angelica attraversiamo la campagna italiana; con cipresso, vaniglia, musk rallentiamo un po' per contemplare la bellezza delle colline.
Il pack è elegante e pulito, grafica leggibile e molto ben riconoscibile. Per l'occasione fa da sfondo una suggestiva foto d'epoca con il grande
Gino Bartali.
Siccome oggi "il Giro" passa da queste parti (tappa Cittadella-Zoncolan) direi che non poteva esserci auspicio migliore  per lo sport e per l'Italia tutta. Volare, oh, oh!

sabato 8 maggio 2021

Il profumo è un concetto

Era il 2007 quando un mio racconto venne incluso in un'antologia che aveva come tema il profumo. Il titolo dell'antologia è Concepts - profumo e volendo si trova ancora su Amazon.

Il mio racconto è "Prima di venerdì" e vi lascio qui alcune note di ispirazione e l'incipit.










sabato 1 maggio 2021

Rouge, il rosso di maggio e di Milva


La festa del Primo Maggio per me è associata al colore rosso, il rosso delle bandiere che un tempo si levavano sulle cime dei pioppi (populus in latino) gli alberi del popolo. Oggi con questa nuance piena di energia voglio anche ricordare una “rossa” meravigliosa che ci ha lasciato da poco, la grande Milva.

Ho pensato di abbinare Rouge di Comme des Garçons a queste immagini di forza e nitore, alla voce limpida e potente di Milva.
Rouge è una nuova fragranza del gruppo ambrato speziato eppure fresco: le note di testa sono pepe rosa e barbabietola rossa (quelle barbabietole con cui si fa anche il borsch); nel cuore zenzero e menta, alla base incenso, labdano e patchouli. Ricco di sfumature eppure avvolgente e inebriante in levità, un'audace brezza di vento e di positività. Viva Milva! Viva la vita!

giovedì 18 marzo 2021

XIX Marzo, un giorno di aria soave

Perché tutta questa attenzione allo story-telling negli ultimi anni? Alla capacità di presentare tutto come se fosse una storia?
Perché sono le storie a fare importanti gli oggetti, i simboli, le persone.
Questa fragranza dal nome così famigliare quanto insolito per il mondo della profumeria, abituata a denominazioni esotiche ed evocative, è così complessa che ci regala un’aura gentile e necessaria come l’ossigeno.
A me il XIX marzo fa pensare alla festa del papà (il mio purtroppo non c’è più) e ricorda anche la data del giorno della mia laurea. È una storia.

La storia narrata da Tiziana Terenziattraverso il suo profumo, racconta di tradizioni popolari legate a una terra ricca e generosa come la Romagna e dei suoi falò di San Giuseppe (la Focarina di San Giuseppe) un rito che propizia l’equinozio di primavera e durante il quale, nei campi, si bruciano gli sterpi e i resti delle potature per fare spazio all’erba giovane e fresca da venire.
XIX March è un estratto che apre con arancio, foglie, menta, ortica, ha nel cuore lavanda, cannella, germogli di chiodi di garofano, gelsomino, chiude con i legni di sandalo, cedro, vetiver e con muschio, noce moscata, rosmarino. Unisex, inutile dirlo, come tutta la profumeria artistica. Tanti profumi, tanti odori che, sapientemente accordati come una sinfonia, ci trasmettono la sensazione dell’aria buona delle colline e delle valli di Romagna. Una fragranza che è una poesia, un canto antico, una speranza gioiosa con una vena di malinconia. Pulito, soave e schietto.

domenica 7 marzo 2021

Mimosa al N.102

Non inonderò questo appuntamento di giallo mimosa bensì del rosa del N.102 di Bon Parfumeuruna fragranza che si identifica con un numero, come le altre creazioni di questa azienda francese.
102, che appartiene alla famiglia floreale, la mimosa ce l'ha nel cuore in una forma resa più fresca dal tè e più contemporanea dal cardamomo.
Si tratta di profumi nati per essere collezionati e usati anche in sovrapposizione, oltre che per le materie prime di grande qualità, sono divertenti come forma di esercizio per individuare le note olfattive e creare abbinamenti originali..
Le famiglie sono indicate dalla prima cifra (0 - le colonie, 1 - i floreali, 2- fruttati,...) e dal diverso colore della bandella e dell'etichetta, fanno pensare a una piccola enciclopedia, un olfattorio moderno e ben organizzato ma anche molto divertente.
Esistono anche i formati da 30ml per un primo approccio e quelli da 2ml contenuti in mignon veramente degni di essere collezionati.



Quindi l'omaggio alla Festa della Donna è qui contenuto in un flacone essenziale, trasparente e che dichiara le sue caratteristiche sull'etichetta. Il tutto sarebbe un regalo molto apprezzato dalle donne, profumo compreso.

domenica 28 febbraio 2021

Gucci Bloom, la primavera in boccio


Un profumo che probabilmente non ha bisogno di presentazioni perché già molto conosciuto e apprezzato fin dalla sua prima uscita sul mercato nel 2017. Gucci Bloom è un prodotto veramente ben costruito e il suo successo è meritato. Alberto Morillas è il naso che lo ha inventato, un maestro di grande e lunga esperienza che intercetta nuove tendenze pur rimanendo nella scia di una tradizione accessibile al gusto di molti. Gucci Bloom è già una linea e comprende, a oggi, le variazioni sul tema: Acqua di fiori (2018); Nettare di fiori (2018); Gocce di fiori (2019); Ambrosia di fiori (2019).
Indossandolo in questo periodo ci concediamo l’augurio di una primavera imminente che sa di fresco e pulito, sarebbe anche ora. I piacevoli accordi sono dedicati ai fiori bianchi: gelsomino, tuberosa, caprifoglio (io ci sento anche la magnolia). In breve, una fragranza che si adatta a tutte le età e a vari momenti della giornata, un vero
passe-partout.
Si possono trovare anche delle comode travel-size così da poterlo sperimentare senza pentimenti.

mercoledì 17 febbraio 2021

Palme Rose, primi passi nel verde

Vi presento una fragranza de Il Profvmo che purtroppo pare sia fuori produzione. 
“Perché ce la proponi allora?” direte voi.
Perché la trovo veramente interessante e unica.
Palme Rose, creato da Silvana Casoli che è l’anima della maison, è classificato nella famiglia dei floreali erbacei.


Io lo percepisco come prevalentemente erbaceo, una passeggiata nel verde tenero di inizio primavera con un’apertura pungente che non vira al balsamico e nemmeno allo speziato.
Lo sto descrivendo come qualcosa che non è ma allora cos’è?
Le note di testa danno appunto una sensazione frizzante alle narici e leggermente pungente che resta anche a distanza di tempo. Della rosa prende il verde pur non tralasciando i petali e il cuore è di miele d’acacia, molto probabilmente, di cui sentiamo anche il fiore. Ma il tessuto connettivo è di un verde arioso e stimolante per nulla dolce o consolatorio. Si tratta della Palmarosa, un’erba che veniva usata proprio per imitare il profumo della rosa e che ci ricorda la sua anima selvatica. Palme Rose faceva parte degli Osmo-parfums de Il Profvmo, una formula con soluzione alcolica a lenta evaporazione, quindi se la vostra intenzione è lasciare la scia non fa per voi. Un concetto di profumo evoluto e molto personale, una fragranza che parte in maniera intima e discreta per acquistare potenza e persistenza a contatto con la pelle, l’aria, il mondo.
Mi auguro davvero che riprendano a produrlo.
Per quanto mi riguarda, ne conserverò gelosamente il flacone.

domenica 14 febbraio 2021

MaRoussia Dange-Rose

Forse vi aspettavate una fragranza per lei e una per lui. Non è così ma si tratta comunque di una coppia, il mio omaggio per San Valentino. Uno dei due, Maroussia è un regalo a me stessa e alla mia passione per la Russia. Non si tratta di un profumo di nicchia, piuttosto di un profumo poco conosciuto ai più e dal gusto vintage.




Per chi avesse frequentato la Russia ancora negli anni ’90, diciamo che evoca le atmosfere dei magazzini GUM e l’odore tipico dei Berjozka, quello del legno delle matrioski, degli smalti dei palek ancora freschi e dell’ambra.
In Russia l’industria della profumeria è stata tutt’altro che svilita e ha mantenuto una diffusione notevole sull’impronta delle grandi riserve di ambra che arrivavano dai Paesi baltici. Devo avere ancora da qualche parte un miniatura di un classico del periodo sovietico: Riga, un floreale con una potente base d’ambra, dove per potente intendo “piena di mare”. Questi ricordi sono evocati da Maroussia, femminile al massimo con una composizione ricca e complessa che va dai fiori d’arancio alle aldeidi, fino al muschio e all’ambra. Il flacone è "rosso e russo" con il suo tappo a forma di "luk" la classica cupola a forma di "cipolla", il luk appunto.

A bilanciare le rotondità di Maroussia ho scelto Dange-Rose di Blumarine, una creazione moderna, uscita nel 2017, che è però un inno all’eterno tra i profumi: la rosa. Pare che l'ispirazione arrivi da Lady Oscar e quindi non potevo non averlo. Dal Cremlino a Versailles il passo culturale è sempre stato breve e questa fragranza è una malinconica rosa rossa umida di bosco e di rugiada oppure una rosa gialla fresca e leggermente vanigliata. Il tutto stemperato da note erbacee e legnose richiamate dalla spina nera che è il vero tocco di classe di questo flacone dal design impeccabile. Vetro solido, nero, freddo che nasconde un cuore nostalgico e nobile. Però attenti alla rosa, può essere anche lei pericolosa: Ma Roussia Dangereux.

domenica 7 febbraio 2021

L'immortale mondo di Kenzo

Tengo particolarmente a parlare di questa fragranza uscita nel 2019 per una delle firme che amo di più: Kenzo di Kenzo Takada, il grande designer che ci ha lasciato nell'ottobre del 2020. Kenzo World Power, in questa versione con packaging e flacone all'insegna di un energetico giallo, è un profumo che regala energia e buon umore. Le note di testa si elevano sulla cime del cipresso con radici ben salde su un fondo di fava tonka, il tutto armonizzato da un accordo salato.

Una fragranza moderna creata da Jerome Di Marino nel rispetto del gusto giapponese che sa coniugare l'originalità con la discrezione.
Ho usato diversi profumi di Kenzo, uno su tutti l'ormai classico Parfum d'Eté che ha subito un restyling del flacone oggi diventato ancora più essenziale, e li ho sempre ricomprati e apprezzati ogni volta con maggiore consapevolezza.
Anche Kenzo World Power lascia una sensazione di freschezza e pulito come accade con altre creazioni della famiglia floreale. Una filosofia che accomuna molti profumieri del Sol levante capaci di  stimolare la fantasia senza che questa diventi iperbolica e opprimente, per gli altri. Adatto a tutte le stagioni e sicuramente unisex. Anche questa volta il design del flacone lo rende iconico e io ci ho messo l'occhio da subito.
Giochi di parole a parte, ho invece notato che che sulla confezione è stata usata anche la scrittura Braille, una vera dichiarazione di sensibilità inclusiva. Bravo come sempre Kenzo-san.

domenica 31 gennaio 2021

Adios Pampamia, un gaucho gentile

Un acquisto d’impulso che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Incuriosita dalle tonalità cromatiche del flacone e del tappo che coniuga l’idea del cuoio al femminile, l’ho provato e subito deciso di comprarlo, dato anche il prezzo molto conveniente.

Adios Pampamia di La Martina è una fragranza uscita nel 2011 ma l’ho scoperta solo adesso, d’altronde non si può stare sempre sul pezzo. È un eau de toilette abbastanza persistente dichiarato fra le fragranze del gruppo floreale anche se, secondo me, le note legnose e di frutta secca sono quelle che la identificano.
In particolare la nocciola la fa da padrona e, pur essendo fra le note di testa, il suo profumo non vi abbandonerà anche nello sviluppo della fragranza a distanza di tempo.
Il cuore costituito da iris, incenso e fresia donano la dolcezza dei fiori, i legni, l’ambra e la vaniglia, note di fondo, danno corpo e resistenza.
Personalmente ritengo che non sia la parte floreale a renderlo riconoscibile, sono invece i legni e soprattutto la nocciola. 
Ne esiste anche una versione maschile dalle note più erbacee e terrose. Per entrambi si può parlare di unisex a seconda dei gusti, delle stagioni e del momento della giornata in cui si indossano. La versione “Mujer” è più calda e rassicurante, la versione  “Hombre” è più energica ma sempre con dolcezza. 
Di sicuro entrambi evocano il rapimento che si prova di fronte a erbosi spazi immensi.

domenica 24 gennaio 2021

Il profumo che piove su le tamerici...

La situazione di questi ultimi dodici mesi mi ha sballato completamente la percezione dell’alternarsi delle stagioni e mi sembra di vivere in un lungo inverno da chissà quanto. La primavera del 2020 è stata bellissima ma, nel migliore dei casi, abbiamo potuto goderne solo affacciandoci al balcone o camminando su e giù per le terrazze delle nostre città. L’estate, breve e piena di ansia, non ce la siamo goduta ed eccoci di nuovo qua, dentro un inverno che ingrigisce la pelle e i pensieri. L’olfatto può aiutarci in una fuga in avanti verso spazi aperti e se, come me, amate il mare ma soprattutto la vegetazione vicina al mare ecco dei suggerimenti che fanno per voi.




Sono tutte fragranze de Il Profvmo, un’azienda che mi piace molto e di cui possiedo diversi profumi e campioni.
Quando si parla di mare è automatico pensare all’accordo salato, molto in voga negli ultimi tempi per le profumazioni estive e raffinata alternativa agli agrumati.
Pioggia salata mi ricorda “La pioggia nel pineto” , l’ispirazione del profumiere è nata dall’idea di una goccia di pioggia (in una località di mare probabilmente) che prima di raggiungere la nostra pelle e i nostri volti silvani, attraversa la vegetazione, le chiome, i fiori, i rami e a questi ruba una sfumatura di freschezza e di verde.
Aria di mare è più floreale e le note di tiaré gli conferiscono un tocco esotico.
Lysander, pur essendo dedicato alla figura del dandy, non implica necessariamente che lo indossi un uomo. Speziato ma anche fresco grazie alla menta acquatica, è una bella immagine olfattiva di primavera al mare.
Cortigiana mi aveva disorientato proprio per il nome. Immaginavo atmosfere orientali, velluti, sentori di caffè e liquori invece il cuore di mandorla e vaniglia è reso più fresco da un sentore di erba tagliata e di vegetazione selvatica.
Questo quartetto è come un poker d’assi e secondo me si potrebbe anche sperimentarli combinati due per volta. Sono fragranze che evocano la rinascita della natura ma non sono necessariamente da indossare solo nelle stagioni calde, anzi già adesso solo ad avvicinarli sento che… “Piove su le tamerici salmastre ed arse”.