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sabato 3 aprile 2021

Sorpresa! Womanity, il Mugler che non ti aspetti

In tempo di Pasqua e di sorprese uscite dall’uovo, direi che questa di Mugler è bella sostanziosa. Ero un po’ prevenuta sulle fragranze Thierry Mugler che, pur essendo molto apprezzate e note sul mercato, non hanno mai incontrato i miei gusti. Gli ormai classici Angel, Alien, Aura non sono fra i miei preferiti, pur riconoscendone l’originalità e la ricerca. Così, quando uscì Womanity, nel 2010,  non me ne curai affatto, sbagliando.

L’ho scoperto grazie al canale youtube di Sinister, giovane e preparata scout di profumi, che lo riproponeva parlando delle note che lo caratterizzano.
Epifania! (Anche se siamo a Pasqua) Womanity ha una freschezza leggermente salata che mi ha letteralmente stregato e quanto c’è di dolce nella sua composizione proviene dalle note del mio frutto preferito, il fico. Se le altre fragranze di Mugler, in un certo senso, chiudono creando un guscio attorno a chi lo indossa, quasi una bolla prossemica, Womanity eau de parfum apre al mondo e all’altro raccogliendo attorno a sé aria e ossigeno, spalanca i sensi verso una distesa marina che rappresenta un brodo primordiale essenziale, la donna o da cui nasce la donna.  
La fragranza si sviluppa in tre accordi: legnoso, dolce e salato con le note di legno di fico, frutta maturata al sole e caviale.
 Una purezza sensuale e stimolante, attraente ma "indipendente".



Il flacone poi è una vera scultura, slanciato ma solido con un inserto in metallo veramente interessante. L’immagine della donna scolpita nell’acciaio si proietta così verso un futuro che  ha radici di un colore rosa antico, quello  della soluzione. Insomma un emblema di forza e tenerezza allo stesso tempo, così dunque è la donna per Mugler e per questo lo ringrazio di questa creazione.

p.s. Sì, ho trovato la versione tester. Buon prezzo e prodotto originale, perfetto e ricaricabile

domenica 24 gennaio 2021

Il profumo che piove su le tamerici...

La situazione di questi ultimi dodici mesi mi ha sballato completamente la percezione dell’alternarsi delle stagioni e mi sembra di vivere in un lungo inverno da chissà quanto. La primavera del 2020 è stata bellissima ma, nel migliore dei casi, abbiamo potuto goderne solo affacciandoci al balcone o camminando su e giù per le terrazze delle nostre città. L’estate, breve e piena di ansia, non ce la siamo goduta ed eccoci di nuovo qua, dentro un inverno che ingrigisce la pelle e i pensieri. L’olfatto può aiutarci in una fuga in avanti verso spazi aperti e se, come me, amate il mare ma soprattutto la vegetazione vicina al mare ecco dei suggerimenti che fanno per voi.




Sono tutte fragranze de Il Profvmo, un’azienda che mi piace molto e di cui possiedo diversi profumi e campioni.
Quando si parla di mare è automatico pensare all’accordo salato, molto in voga negli ultimi tempi per le profumazioni estive e raffinata alternativa agli agrumati.
Pioggia salata mi ricorda “La pioggia nel pineto” , l’ispirazione del profumiere è nata dall’idea di una goccia di pioggia (in una località di mare probabilmente) che prima di raggiungere la nostra pelle e i nostri volti silvani, attraversa la vegetazione, le chiome, i fiori, i rami e a questi ruba una sfumatura di freschezza e di verde.
Aria di mare è più floreale e le note di tiaré gli conferiscono un tocco esotico.
Lysander, pur essendo dedicato alla figura del dandy, non implica necessariamente che lo indossi un uomo. Speziato ma anche fresco grazie alla menta acquatica, è una bella immagine olfattiva di primavera al mare.
Cortigiana mi aveva disorientato proprio per il nome. Immaginavo atmosfere orientali, velluti, sentori di caffè e liquori invece il cuore di mandorla e vaniglia è reso più fresco da un sentore di erba tagliata e di vegetazione selvatica.
Questo quartetto è come un poker d’assi e secondo me si potrebbe anche sperimentarli combinati due per volta. Sono fragranze che evocano la rinascita della natura ma non sono necessariamente da indossare solo nelle stagioni calde, anzi già adesso solo ad avvicinarli sento che… “Piove su le tamerici salmastre ed arse”.