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mercoledì 17 febbraio 2021

Palme Rose, primi passi nel verde

Vi presento una fragranza de Il Profvmo che purtroppo pare sia fuori produzione. 
“Perché ce la proponi allora?” direte voi.
Perché la trovo veramente interessante e unica.
Palme Rose, creato da Silvana Casoli che è l’anima della maison, è classificato nella famiglia dei floreali erbacei.


Io lo percepisco come prevalentemente erbaceo, una passeggiata nel verde tenero di inizio primavera con un’apertura pungente che non vira al balsamico e nemmeno allo speziato.
Lo sto descrivendo come qualcosa che non è ma allora cos’è?
Le note di testa danno appunto una sensazione frizzante alle narici e leggermente pungente che resta anche a distanza di tempo. Della rosa prende il verde pur non tralasciando i petali e il cuore è di miele d’acacia, molto probabilmente, di cui sentiamo anche il fiore. Ma il tessuto connettivo è di un verde arioso e stimolante per nulla dolce o consolatorio. Si tratta della Palmarosa, un’erba che veniva usata proprio per imitare il profumo della rosa e che ci ricorda la sua anima selvatica. Palme Rose faceva parte degli Osmo-parfums de Il Profvmo, una formula con soluzione alcolica a lenta evaporazione, quindi se la vostra intenzione è lasciare la scia non fa per voi. Un concetto di profumo evoluto e molto personale, una fragranza che parte in maniera intima e discreta per acquistare potenza e persistenza a contatto con la pelle, l’aria, il mondo.
Mi auguro davvero che riprendano a produrlo.
Per quanto mi riguarda, ne conserverò gelosamente il flacone.

domenica 24 gennaio 2021

Il profumo che piove su le tamerici...

La situazione di questi ultimi dodici mesi mi ha sballato completamente la percezione dell’alternarsi delle stagioni e mi sembra di vivere in un lungo inverno da chissà quanto. La primavera del 2020 è stata bellissima ma, nel migliore dei casi, abbiamo potuto goderne solo affacciandoci al balcone o camminando su e giù per le terrazze delle nostre città. L’estate, breve e piena di ansia, non ce la siamo goduta ed eccoci di nuovo qua, dentro un inverno che ingrigisce la pelle e i pensieri. L’olfatto può aiutarci in una fuga in avanti verso spazi aperti e se, come me, amate il mare ma soprattutto la vegetazione vicina al mare ecco dei suggerimenti che fanno per voi.




Sono tutte fragranze de Il Profvmo, un’azienda che mi piace molto e di cui possiedo diversi profumi e campioni.
Quando si parla di mare è automatico pensare all’accordo salato, molto in voga negli ultimi tempi per le profumazioni estive e raffinata alternativa agli agrumati.
Pioggia salata mi ricorda “La pioggia nel pineto” , l’ispirazione del profumiere è nata dall’idea di una goccia di pioggia (in una località di mare probabilmente) che prima di raggiungere la nostra pelle e i nostri volti silvani, attraversa la vegetazione, le chiome, i fiori, i rami e a questi ruba una sfumatura di freschezza e di verde.
Aria di mare è più floreale e le note di tiaré gli conferiscono un tocco esotico.
Lysander, pur essendo dedicato alla figura del dandy, non implica necessariamente che lo indossi un uomo. Speziato ma anche fresco grazie alla menta acquatica, è una bella immagine olfattiva di primavera al mare.
Cortigiana mi aveva disorientato proprio per il nome. Immaginavo atmosfere orientali, velluti, sentori di caffè e liquori invece il cuore di mandorla e vaniglia è reso più fresco da un sentore di erba tagliata e di vegetazione selvatica.
Questo quartetto è come un poker d’assi e secondo me si potrebbe anche sperimentarli combinati due per volta. Sono fragranze che evocano la rinascita della natura ma non sono necessariamente da indossare solo nelle stagioni calde, anzi già adesso solo ad avvicinarli sento che… “Piove su le tamerici salmastre ed arse”.