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venerdì 12 marzo 2021

Incenso a Zagorsk

Una scoperta che ancora mi emoziona, la Incense series 3 di Comme Des Garçons interamente dedicata alle fragranze a base di incenso.

In particolare non potevo lasciarmi sfuggire quella con un nome evocativo come Zagorsk, dedicata agli incensi freddi che si usano nelle chiese russo-ortodosse.
Pensavo fosse solo una citazione e invece questa fragranza mi ricorda veramente alcune chiese che ho avuto modo di visitare in Russia. 
Zagorsk è il nome laico della cittadina di Sergiev Posad (a meno di 100 km da Mosca) dove appunto sorge il monastero della Trinità di San Sergio che visitai alla fine degli anni '90 dello scorso secolo, ormai. Un luogo tra i più importanti per la cristianità ortodossa e di grande e suggestiva devozione. Ricordo che ci arrivammo da Mosca con un treno locale e bevemmo il tè scaldato con l'apposita "resistenza" da viaggio, un oggetto pop-soviet al quale i russi sono affezionati come noi italiani alla caffettiera.
Provare questo profumo è stato magico, mi ha fatto tornare indietro nel tempo come Proust con la sua madeleine. L'incenso qui non è fumoso ma molto arioso e si mescola col sentore dei boschi di conifere e con la freschezza della betulla. 
Se avete la curiosità di sperimentare tutte le variazioni sul tema dell'incenso, CdG ha creato anche Avignon che ricorda sempre l'interno di una chiesa, ma di gusto più occidentale, dopodiché ci si avventura in Oriente fino a Kyoto passando da Jaisalmer in India o deviando verso il Marocco di Ouarzazate. 
Io, per il momento, mi perdo nel profumo di anima russa. Se esiste Zagorsk ci va molto vicino.


mercoledì 17 febbraio 2021

Palme Rose, primi passi nel verde

Vi presento una fragranza de Il Profvmo che purtroppo pare sia fuori produzione. 
“Perché ce la proponi allora?” direte voi.
Perché la trovo veramente interessante e unica.
Palme Rose, creato da Silvana Casoli che è l’anima della maison, è classificato nella famiglia dei floreali erbacei.


Io lo percepisco come prevalentemente erbaceo, una passeggiata nel verde tenero di inizio primavera con un’apertura pungente che non vira al balsamico e nemmeno allo speziato.
Lo sto descrivendo come qualcosa che non è ma allora cos’è?
Le note di testa danno appunto una sensazione frizzante alle narici e leggermente pungente che resta anche a distanza di tempo. Della rosa prende il verde pur non tralasciando i petali e il cuore è di miele d’acacia, molto probabilmente, di cui sentiamo anche il fiore. Ma il tessuto connettivo è di un verde arioso e stimolante per nulla dolce o consolatorio. Si tratta della Palmarosa, un’erba che veniva usata proprio per imitare il profumo della rosa e che ci ricorda la sua anima selvatica. Palme Rose faceva parte degli Osmo-parfums de Il Profvmo, una formula con soluzione alcolica a lenta evaporazione, quindi se la vostra intenzione è lasciare la scia non fa per voi. Un concetto di profumo evoluto e molto personale, una fragranza che parte in maniera intima e discreta per acquistare potenza e persistenza a contatto con la pelle, l’aria, il mondo.
Mi auguro davvero che riprendano a produrlo.
Per quanto mi riguarda, ne conserverò gelosamente il flacone.

domenica 31 gennaio 2021

Adios Pampamia, un gaucho gentile

Un acquisto d’impulso che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Incuriosita dalle tonalità cromatiche del flacone e del tappo che coniuga l’idea del cuoio al femminile, l’ho provato e subito deciso di comprarlo, dato anche il prezzo molto conveniente.

Adios Pampamia di La Martina è una fragranza uscita nel 2011 ma l’ho scoperta solo adesso, d’altronde non si può stare sempre sul pezzo. È un eau de toilette abbastanza persistente dichiarato fra le fragranze del gruppo floreale anche se, secondo me, le note legnose e di frutta secca sono quelle che la identificano.
In particolare la nocciola la fa da padrona e, pur essendo fra le note di testa, il suo profumo non vi abbandonerà anche nello sviluppo della fragranza a distanza di tempo.
Il cuore costituito da iris, incenso e fresia donano la dolcezza dei fiori, i legni, l’ambra e la vaniglia, note di fondo, danno corpo e resistenza.
Personalmente ritengo che non sia la parte floreale a renderlo riconoscibile, sono invece i legni e soprattutto la nocciola. 
Ne esiste anche una versione maschile dalle note più erbacee e terrose. Per entrambi si può parlare di unisex a seconda dei gusti, delle stagioni e del momento della giornata in cui si indossano. La versione “Mujer” è più calda e rassicurante, la versione  “Hombre” è più energica ma sempre con dolcezza. 
Di sicuro entrambi evocano il rapimento che si prova di fronte a erbosi spazi immensi.

sabato 16 gennaio 2021

Another Oud - sensazione vellutata


Una fragranza lanciata nel 2015 e che si è conquistata un posto di rigore nella gamma degli eau de parfum di Juliette has a gun, il brand di Romano Ricci che potremmo definire figlio d'arte in quanto nipote della stilista Nina e di Robert, il creatore dell'iconico L'air du temps.
I flaconi riconoscibili ovunque per la loro linea minimal e i nomi spesso ironici ed evocativi racchiudono sperimentazioni olfattive che nel tempo hanno incontrato il favore del grande pubblico, pur rimanendo di nicchia.
In questo caso la nota dell'oud la fa da padrone pur essendo l'intento della creazione di renderlo alternativo all'ormai quasi onnipresente pregiata resina orientale (nei prodotti più economici semplicemente ricreata in laboratorio).
Le note di testa racchiudono bergamotto e lampone mentre il cuore è appunto ad appannaggio dell'agarwood, chiudono ambroxan e muschio.
Pur essendo dichiarato come unisex, lo trovo molto femminile, vellutato e intenso ma forse dipende da come sviluppa sulla mia pelle. Ciò non toglie che un uomo non possa aver voglia di sperimentare. Ormai molte fragranze sono diventate “scambiabili” ed è un bene. Adatto alla stagione fredda, da usare con parsimonia in quella calda... ma non è detto che...