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venerdì 5 marzo 2021

Lolite - reloaded

Dopo quindici anni dalla prima edizione, torna Lolite: storie e visioni di piccole seduttrici in versione riveduta e ampliata con una sezione dedicata al fenomeno Lolita in Italia.
In questo nuovo capitolo si parla di Stefania Sandrelli, Catherine Spaak, Gigliola Cinquetti e del Sanremo del 1964.



Su Amazon: Lolite: storie e visioni di piccole seduttrici di Katia Ceccarelli

lunedì 19 dicembre 2016

Conegliano 1000



Comunque questa è la gif arrivata tra quelle dei finalisti dedicata a #Conegliano1000. Grazie ancora a tutti #LagoFilmFest #TCBF


domenica 13 marzo 2016

Il Blu sopra Bologna

Io Bologna la conosco bene. 
Ci ho studiato e vissuto per circa 11 anni. 
Ho trascorso lì tutti gli anni '90 e da lì ho salutato l'arrivo del nuovo millennio, il che equivale a dire che ho messo piede nell'ateneo bolognese ("felsineo"come direbbero i dotti) contemporaneamente alla "pantera".
Quindi non potrete pensare che io non conosca la disobbedienza alle istituzioni. 
I centri sociali di allora erano Livello 57, l'Isola del Kantiere, solo in seconda battuta il Link. E poi tanti altri posti sparsi tra città e periferia che non avevano un nome o che non ricordo.
A quel tempo la street art in Italia era considerata molto "street" e poco "art". 
Il massimo che si poteva vedere in giro a Bologna era qualche tentativo da parte di writers piuttosto maldestri, le pareti della sede del DAMS in Via Guerrazzi, la Ivan Ilich e le ochette di Pea Brain che chi ha la mia età ricorderà bene.


Ho fatto e ho visto a Bologna tutto quello che c'era da fare e da vedere e qui mi fermo.

Dopo questa breve nota biografica credo di essermi presentata a voi, lettori, con un minimo di "autorevolezza" riguardo l'argomento del giorno: l'azione di Blu contro i suoi stessi murales. Per chi è troppo pigro per aprire il link alla notizia dirò brevemente che l'artista Blu, dopo aver realizzato molte bellissime opere di street art a Bologna ha deciso in questi giorni di cancellarle lui stesso con una mano di grigio come forma di protesta verso le istituzioni cittadine che intendono appropriarsi di quelle e altre opere al fine di allestire un museo.

I punti fondamentali della questione, nella mia modesta opinione, sono questi:

domenica 9 novembre 2014

25 meno 10

Io, più che pensare che è il venticinquennale della caduta del muro di Berlino, penso che son passati quindici anni da quando uscì un fantastico volume dedicato all'arte dell'URSS pubblicato da Bruno Mondadori editore e Galleria d'arte 56 con cui all'epoca collaboravo.
Il tomo aveva come filo conduttore la storia del cinema sovietico attraverso i manifesti e le affiches realizzate da grandi artisti grafici dagli anni '50 alla fine degli anni '80.
Allora, nel biglietto d'invito alla mostra "L'arte dell'URSS- Cinema" venne scritto "in occasione del decennale della caduta del muro di Berlino".
Per l'inaugurazione mi comprai un twin set nero che ha fatto la sua parte per molti anni ancora da quella volta e una parure ciondolo e orecchini in argento e pietra di luna che ancora oggi indosso spesso e volentieri.
Ricordo che mi sembrava di essere sulla strada giusta affinché collimassero le mie competenze con le aspirazioni e i desideri: stavo mettendo in pratica ciò che sapevo in un ambito che mi piaceva e mi interessava. In più vedevo stringersi la mano, quella volta a Bologna, figure di rilievo delle arti visive che prima non avevano mai collaborato e un po' mi pareva fosse anche merito mio.
A dieci anni dallo smantellamento di quel muro, io ero al culmine delle aspettative e non avevo nemmeno trent'anni. Poi il mondo ha preso un'altra direzione e anche io.
L'esperienza è rimasta e anche il know-how che si è ulteriormente affinato anche se è un po' liso, come il twin set che alla fine è andato nel cesto della Caritas.
E resto così "
всегда готов!" [Sempre pronto].