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domenica 19 settembre 2021

Il profumo di una pietra - il fiore di malachite

Quando ho scoperto che esisteva un profumo con questo nome, ho deciso di procurarmelo a tutti i costi. “Il fiore di malachite” è una delle fiabe russe a cui sono più affezionata anche perché una sua versione ridotta e semplificata da leggere, analizzare e tradurre faceva parte del programma del mio primo anno di università, quando ancora ero principiante nella lingua russa.

La fiaba in sé contiene tutti gli elementi fondamentali caratteristici di questo tipo di narrazione: l’eroe, la bella, la magia, la ricerca, l’acquisizione dell’abilità, i segreti della terra. In russo il vero titolo è “Kamennyj cvetok” ovvero semplicemente “Il fiore di pietra” e la versione fiabesca è a sua volta derivante dalla tradizione di una leggenda degli Urali. In breve: Danilo è un artigiano che ha imparato il mestiere dal nonno e i suoi lavori di intaglio della pietra suscitano l’ammirazione di tutti, compresa quella della sua fidanzata Katja. 
Danilo però è perennemente alla ricerca della perfezione, così il giovane maestro decide di rubare i segreti della materia all’origine e va alle grandi montagne dove, invocando la Signora della montagna di rame, riesce a entrare nel regno del sottosuolo.

La Signora gli chiede di realizzare per lei un fiore fatto con la pietra delle sue montagne – la malachite appunto – che sia così bello e delicato da sembrare vero. Solo se porterà a compimento questo incarico, lei gli rivelerà tutti i segreti delle pietre e delle rocce. La Signora spera che tenendolo occupato con nuove sfide, potrà fargli dimenticare il mondo degli umani in modo da poterlo tenere con sé per sempre. Dopo varie peripezie, la Signora della montagna, colpita dalle parole di Katja arrivata da lei alla ricerca di Danilo, lascerà i giovani liberi di amarsi e donerà loro i segreti delle pietre.

Una storia che è stata ispirazione per film, cartoni animati, opere d’arte figurativa e nel 2019 anche per un profumo. Малахитовый Цветок - Il fiore di malachite è una creazione di Christian Vermorel per Brocard e fa parte di una linea dedicata alle tradizioni russe. Il ricco design della bottiglia richiama la bellezza opulenta che in Russia viene attribuita a tutto ciò che è prezioso, come le fiabe. La piramide olfattiva è infatti molto ricca ma il principio di fondo è stato quello di associare delle note verdi, che simboleggiano le montagne e il colore della malachite, con quelle floreali di giacinto, mughetto, ylang ylang, iris, rosa, magnolia, gelsomino, fiori d’arancio, eliotropio per raccordare il tutto con vetiver, mirto, cipresso e muschio di quercia fino alla dolcezza della vaniglia, il cuore della Signora che si intenerisce di fronte all’amore. Anche le pietre hanno un profumo e un cuore.

giovedì 2 settembre 2021

Krasnaja Moskva - Mosca rossa

Ne avevo già parlato qui anticipando parte della storia di questo gioiello senza tempo che è Krasnaja Moskva. Aspettavo solo di poterlo sentire di nuovo per rinverdire i ricordi e le sensazioni di un tempo passato ma non del tutto andato.
Il percorso di questa creazione nel mondo dei profumi è un’avventura avvincente di cui è protagonista assoluta. Eroina in un romanzo che leggiamo avidamente e che, quando ci sembra che tutto è perduto, risorge dalle ceneri per riprendere il cammino verso la meta che, in questo caso, è arricchire di fascino ed eleganza chiunque la indossi.


Per me un connubio unico di quei due aspetti che fanno di un’opera un capolavoro e che io chiamo “kitsch and chic”, è popolare senza essere cheap, un miracolo.
Krasnaja Moskva è frutto di studio, competenza, storia, qualità ed è allo stesso tempo un prodotto destinato a tutte le donne ma, aggiungo io, a chi ama i profumi in generale. La leggenda della sua nascita è complessa ma le versioni più accreditate parlano di un antenato che si chiamava “Любимого букета императрицы” [Il bouquet preferito dell’imperatrice] un profumo realizzato per l’imperatrice Marija Fjodorovna, moglie dello zar Alessandro III e madre di Nicola II.
La bottiglia recava sull’etichetta l’immagine dell’imperatrice russa per eccellenza, Caterina II la grande, tuttavia esisteva già un “bouquet dell’imperatrice” prodotto dal 1864 dalla Maison Brocard & Co. e da questo probabilmente deriva 
Krasnaja Moskva.
Nel 1900 il fondatore della Brocard morì e a condurre l’azienda rimase la moglie Charlotte che invitò in Russia il naso Auguste Michel per assumere il ruolo di maestro profumiere lasciato da Henri Brocard.
Dopo la Rivoluzione la fabbrica venne nazionalizzata e cambiò nome in “Новая Заря” [La nuova alba]. La scarsità di materie prime di qualità costrinse la nuova dirigenza a riformulare parzialmente il profumo e ciò avvenne con successo sotto la guida di Polina S. Žemčužinanomen omen in russo žemčužina significa [perla] - che si rivolse direttamente al Partito per far sì che la fabbrica ottenesse l’attenzione che meritava poiché tutte le donne avevano diritto anche al  profumo. La formula definitiva di 
Krasnaja Moskva rimase segreta. Da quel momento per il profumo, ormai sovietico, si aprì una stagione di successi che portò alla premiazione nel 1958 all’Expo di Bruxelles.
Ma dopo tutto questo divagare, di cosa sa Krasnaja Moskva? Mi chiederete voi.
Cercherò di descriverlo: si tratta di un chypre, floreale, ambrato, muschiato con note esperidate. Pare che la composizione conti circa sessanta elementi e non stento a crederlo. Alcune tra le note dichiarate sono: fiori d’arancio, iris, gelsomino, eliotropio, garofano, muschio. Fiori, legni, resine, animalico c’è di tutto ma tenuto insieme armoniosamente come un’orchestra. Dolce e un po’ nostalgico questo profumo è espressione dell’anima russa e ciò che lo rende affascinante è l’atmosfera che è in grado di evocare. Io quando lo sento penso alle serate a teatro, agli incontri ufficiali fra delegazioni, al GUM, ai Berjozka, alle mamme di tanti miei amici che amavano Vivaldi e sognavano Venezia. Iconico come le guglie a cipolla della Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa di cui ne ricorda la sagoma nel tappo, 
Krasnaja Moskva è il simbolo del diritto di tutti alla bellezza.

giovedì 19 agosto 2021

Sensuale Tuberosa - Noix de Tubereuse Miller Harris



Quando si parla di Tuberosa vengono in mente profumi dichiaratamente femminili, dolci, sontuosi e dalle connotazioni retrò. Noix de Tubereuse di Miller Harris non si discosta molto da questo quadro ma la scelta della creatrice Lyn Harris di aggiungere una sfumatura verde ed erbacea ha sicuramente ringiovanito l’idea di tuberosa. Il sensuale fiore bianco qui dialoga con la ritrosa Violetta e la timida Mimosa e tutte assieme giocano in un prato di Trifoglio. Ambrato e talcato, floreale e verde note sapientemente miscelate che creano una piacevole e intima sensazione pur non rinunciando a una scia riconoscibile. Un vero piccolo capolavoro datato 2003 che vale la pena avere in collezione.

PS. Dedico questo post al lettore/lettrice dal Portogallo. Se ci sei scrivi nel box dedicato alle comunicazioni, sono curiosa di conoscerti visto che mi leggi sempre.

 English version --------------------------------------------

When it comes to Tuberose it reminds a sweet sumptuous perfume for women with some retrò connotation. Noix de Tuberouse by Miller Harris is not so far from this view but the creator’s choice, Lyn Harris, was to add some green and herbaceous shades so to make the idea of Tuberose younger.
The sensual white flower here dialogues with the reserved Violet and the shy Mimosa and they all play together in a clover meadow. Amber and talc, floral and green wisely blended notes create a pleasant and intimate sensation while not giving up on a recognizable sillage. A little masterpiece dated 2003 that is really worth having in your collection.
 
PS. I dedicate this post to the reader from Portugal. If you are there, write in the communications box. I'm curious to know who you are since you always read me.
 

mercoledì 11 agosto 2021

Vaniglia e fichi


Non ho fatto in tempo a gustare i frutti che maturano a fine agosto e sono arrivata troppo tardi per quelli che sono pronti a luglio. Di certo non andrò a comprarli al supermercato; i fichi vanno mangiati vicino all'albero.
Uno dei frutti simbolo dell'estate, il fico, è protagonista di molte fragranze ormai storiche, classiche: da Philosykos di Diptyque Premier Figuier di L'Artisan Parfumeur.
La mia proposta di oggi è forse meno glamour ma altrettanto importante in termini di qualità e storia: Vaniglia e fichi Eau de Parfum di Spezierie Palazzo Vecchio.
Dimenticate la vaniglia troppo dolce, a volte stucchevole e adolescenziale. Qui questa nota diventa adulta con la freschezza delle foglie e del legno dell'albero di fico, direi che in essa il frutto maturo poi aggiunge una leggera nota salina. Mi piace, mi fa sentire a casa tanto che per far da cornice all'elegante flacone ho scelto le mie pregiate ceramiche di Castelli - Abruzzo.

domenica 18 luglio 2021

Sacreste di Laboratorio olfattivo


Sacreste di Laboratorio olfattivo è una fragranza del 2018 considerata autunnale, io invece la consiglio anche per l'estate. L'incenso è il protagonista assoluto in tutte le sue forme, dalla resina al filo di fumo ma si tratta di sensazioni legate all'incenso liturgico più che ad atmosfere orientali. La creazione è di Luca Maffei che, anche in questo caso, ha saputo conciliare il senso di freschezza con quello di tepore rassicurante. A me ricorda la frescura delle antiche chiese di pietra nelle quali trovare refrigerio dall'afa estiva. Un piccolo capolavoro che crea dipendenza.

---------------------------- English version ------------------------------------

Sacreste by Laboratorio olfattivo is a fragrance released in 2018 considered best suitable in autumn, anyway I recommend it for the summer. Incense is the absolute protagonist in all its forms, from resin to a thin thread of smoke. The sensations is that one related to liturgical incense rather than to oriental atmospheres.
The creation is by Luca Maffei who, as he always does, has been able to reconcile the sense of freshness with a reassuring sense of warmth. It reminds me of the cool air in ancient stone churches where to find refreshment from the summer heat. A small masterpiece that is addictive.

domenica 11 luglio 2021

Musc invisible


Musc invisible, una creazione must have di Juliette has a gun. Uscito nel 2020, è decollato nella primavera del 2021 proprio per le caratteristiche che lo rendono una sorta di skin scent discreto e adatto a tutte le situazioni dando il meglio di sé con l’arrivo del caldo. Un muschio talcato ma con l’apertura floreale del gelsomino sostenuta dal cuore di fiore di cotone. Soave, leggero ma persistente mai invasivo eppure presente, come un amico invisibile.

--------------------English version------------------------

Musc invisible, a must have creation by Juliette has a gun. It was released in 2020 but found its way to our hearts in the spring of 2021 thanks to the characteristics that make it a kind of discreet skin scent suitable in all situations and giving the best with warmer temperatures.
A powdery musk with floral top notes of jasmine supported by the heart of cotton flower. Sweet, light but persistent, never protagonist yet present, like an invisible friend.

domenica 4 luglio 2021

Esprit du Tigre di Heeley

Esprit du Tigre, una fragranza da alcuni definita esotica forse a causa del nome, di sicuro non viene pensata come estiva e invece io la trovo particolarmente energizzante in questo periodo. Non vi vengano in mente sentori animalici o avvolgenti, qui la parte del leone (cioè della tigre) la fa la canfora. Avete presente il balsamo di tigre? Ecco è proprio quello a cui ci si riferisce e, se si considera che fra le note di testa c’è anche la menta, la freschezza è assicurata. Nella piramide olfattiva compariranno anche spezie come il cardamomo e la cannella, il pepe nero e la noce moscata, un po’ di dolcezza arriva dal fondo di vetiver.


Si tratta di un Eau de Parfum ma la durata è media e la persistenza piuttosto timida, la qual cosa potrebbe anche essere un pregio. Non aspettatevi evoluzioni spettacolari nel tempo perché, da questo punto di vista, quello che percepiamo al primo momento è quello che resta. 
Ho provato anche altre fragranze di Heeley, ad esempio: Sel Marin, Rose Aria, Eau Sacrée. Hanno tutti la medesima caratteristica: si rivelano fin dal primo momento e non nascondono sorprese. Quindi se vi piacciono da subito andrete sul sicuro, se non vi piacciono lasciate perdere perché non ci saranno particolari cambiamenti o evoluzioni nel tempo. Eau Sacrée è uno di quelli che ho apprezzato maggiormente perché si tratta di un incenso molto interessante e che io percepisco come freddo. Ha nelle note di testa cisto labdano, olibano, muschio e il risultato è davvero molto gradevole ma si tratta di un estratto (come anche Rose Aria) e si posiziona in una fascia alta di prezzo. Vi garantisco che si possono trovare fragranze altrettanto affascinanti anche spendendo meno.

________________English version______________________

Esprit du Tigre is a fragrance often defined as exotic perhaps due to its name. It’s not considered a summer fragrance, anyway I perceive it particularly energizing in this period of the year.
Do you know tiger balm? This is exactly what it reminds us: camphor. And, if we consider that peppermint is among the top notes, freshness is guaranteed. Spices such as cardamom and cinnamon, black pepper and nutmeg will also appear in the olfactory pyramid, a little sweetness comes from the vetiver base.
Despite being an Eau de Parfum the duration is medium and the persistence rather timid, which could also be an advantage in some cases. Do not expect any particular evolutions over time because, from this point of view, what we perceive at the first moment is what remains on.
I’ve tried other Heeley fragrances: Sel Marin, Rose Aria, Eau Sacrée. They all have the same characteristics, they reveal themselves from the first moment and do not hide any surprises. So, if you like them immediately you will be on the safe side purchasing them. If you don't like them, change your mind. There will be no particular revelations or evolutions over time. Eau Sacrée is one of those I mostly appreciated because it is a very interesting incense and I perceive it as “cool”. It has in the top notes cistus labdanum, olibanum, musk and the result is very pleasant but it is an extract - as well as Rose Aria- so it is positioned in a high price range. I’m sure you could find equally fascinating fragrances even for less.

sabato 1 maggio 2021

Rouge, il rosso di maggio e di Milva


La festa del Primo Maggio per me è associata al colore rosso, il rosso delle bandiere che un tempo si levavano sulle cime dei pioppi (populus in latino) gli alberi del popolo. Oggi con questa nuance piena di energia voglio anche ricordare una “rossa” meravigliosa che ci ha lasciato da poco, la grande Milva.

Ho pensato di abbinare Rouge di Comme des Garçons a queste immagini di forza e nitore, alla voce limpida e potente di Milva.
Rouge è una nuova fragranza del gruppo ambrato speziato eppure fresco: le note di testa sono pepe rosa e barbabietola rossa (quelle barbabietole con cui si fa anche il borsch); nel cuore zenzero e menta, alla base incenso, labdano e patchouli. Ricco di sfumature eppure avvolgente e inebriante in levità, un'audace brezza di vento e di positività. Viva Milva! Viva la vita!

sabato 24 aprile 2021

Eau de Réglisse, selvaggia e aristocratica

 

È davvero qualcosa di molto singolare, innanzitutto per le proporzioni slanciate e il design essenziale del flacone che ricorda l’ “umile” rametto di liquerizia.

Eau de Réglisse di Caron è uno dei pezzi della mia collezione che amo di più.

Una composizione di Richard Fraysse che data 2006 ma potrebbe essere stata creata 60 anni fa come 6 giorni fa, questo per dire che è senza tempo pur avendo nella sua struttura un principio classico ovvero una piramide olfattiva molto ricca e composita.

Le note di apertura vedono protagonista la radice di liquerizia che però si accompagna alla verbena e a note esperidate; patchouli, vaniglia e muschio sono l’ossatura portante nella più consolidata delle tradizioni.

Unisex ovviamente, con quella sottile nota legnosa e selvaggia di radici che conferiscono un sentore terroso. Il tutto va a sciogliersi nella dolcezza aristocratica del cuore.

venerdì 9 aprile 2021

Costarela, l'estate tra i capelli

In Spagna e in Francia sono molto diffusi e ora anche in Italia sta prendendo piede la moda dei profumi per capelli detti anche hair mist. Proprio per questo, le case francesi e spagnole vanno forte e propongono già delle linee molto interessanti.
L'idea di creare delle fragranze da poter vaporizzare sui capelli è senza dubbio ottima poiché la concentrazione di alcol dei profumi tradizionali può danneggiare le scaglie che rivestono il fusto mentre alcune formulazioni di questi hair mist possono persino aiutare le lunghezze e renderle lucide.


Ho voluto provare con Carner Barcelona, di cui apprezzo molto le fragranze.
Propongono le loro hair mist in quattro varianti scelte fra i loro classici: Tardes, Bo-Bo, Latin lover e Costarela.
Ho preferito l'ultima perché, delle quattro, è quella più ariosa e meno voluttuosa; avevo voglia di spazi aperti e non di sensazioni calde e avvolgenti. La piramide olfattiva di Costarela è costituita da bergamotto, zafferano, accordo marino, sabbia, cedro della Virginia, ambroxan, ambra (necessaria per dare corpo e durata).
Il fatto che sia specifico per i capelli non vieta di usarlo anche sulla pelle, tenete presente che sarà meno incisivo e penetrante rispetto a un profumo tradizionale ma questo potrebbe essere un punto di forza degli hair mist. Le due formulazioni possono essere anche abbinate basta evitare di fare pasticci con note e accordi (esattamente come con la musica). I prezzi sono abbastanza accessibili e, dalle marche che ho indagato, mi sembrano allineati sulla stessa fascia, forse per fidelizzare un po' il mercato italiano. Speriamo che questa brezza tra i capelli ci faccia giungere a una sana leggerezza.

sabato 3 aprile 2021

Sorpresa! Womanity, il Mugler che non ti aspetti

In tempo di Pasqua e di sorprese uscite dall’uovo, direi che questa di Mugler è bella sostanziosa. Ero un po’ prevenuta sulle fragranze Thierry Mugler che, pur essendo molto apprezzate e note sul mercato, non hanno mai incontrato i miei gusti. Gli ormai classici Angel, Alien, Aura non sono fra i miei preferiti, pur riconoscendone l’originalità e la ricerca. Così, quando uscì Womanity, nel 2010,  non me ne curai affatto, sbagliando.

L’ho scoperto grazie al canale youtube di Sinister, giovane e preparata scout di profumi, che lo riproponeva parlando delle note che lo caratterizzano.
Epifania! (Anche se siamo a Pasqua) Womanity ha una freschezza leggermente salata che mi ha letteralmente stregato e quanto c’è di dolce nella sua composizione proviene dalle note del mio frutto preferito, il fico. Se le altre fragranze di Mugler, in un certo senso, chiudono creando un guscio attorno a chi lo indossa, quasi una bolla prossemica, Womanity eau de parfum apre al mondo e all’altro raccogliendo attorno a sé aria e ossigeno, spalanca i sensi verso una distesa marina che rappresenta un brodo primordiale essenziale, la donna o da cui nasce la donna.  
La fragranza si sviluppa in tre accordi: legnoso, dolce e salato con le note di legno di fico, frutta maturata al sole e caviale.
 Una purezza sensuale e stimolante, attraente ma "indipendente".



Il flacone poi è una vera scultura, slanciato ma solido con un inserto in metallo veramente interessante. L’immagine della donna scolpita nell’acciaio si proietta così verso un futuro che  ha radici di un colore rosa antico, quello  della soluzione. Insomma un emblema di forza e tenerezza allo stesso tempo, così dunque è la donna per Mugler e per questo lo ringrazio di questa creazione.

p.s. Sì, ho trovato la versione tester. Buon prezzo e prodotto originale, perfetto e ricaricabile

lunedì 29 marzo 2021

Levante, questione di orientamento

Per chi, come me, è abituato a pensare all’Adriatico come la propria spiaggia d’elezione, la parola Levante si collega subito all’acqua, al mare.


I profumieri di Nobile 1942 sono liguri e per loro Levante e Ponente rappresentano due riviere e il mare sta a Sud.
Confesso di aver provato Levante con l’entusiasmo e la voglia di qualcosa che odorasse di mare e mi facesse sentire a casa ma l’Est per loro è un’altra cosa. Tuttavia non me ne rammarico; nella loro fragranza, anche se dichiarate come note di testa, gli accordi marini sfumano nei fiori bianchi, così mi pare di sentire i gelsomini nelle sere di maggio, cedro e resine fanno pensare a un'esotica pineta, un po’ in lontananza magari.
La vaniglia non manca mai. Insomma ci si avvicina alla costa percorrendo una strada in mezzo alla natura, di sera.