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mercoledì 11 agosto 2021

Vaniglia e fichi


Non ho fatto in tempo a gustare i frutti che maturano a fine agosto e sono arrivata troppo tardi per quelli che sono pronti a luglio. Di certo non andrò a comprarli al supermercato; i fichi vanno mangiati vicino all'albero.
Uno dei frutti simbolo dell'estate, il fico, è protagonista di molte fragranze ormai storiche, classiche: da Philosykos di Diptyque Premier Figuier di L'Artisan Parfumeur.
La mia proposta di oggi è forse meno glamour ma altrettanto importante in termini di qualità e storia: Vaniglia e fichi Eau de Parfum di Spezierie Palazzo Vecchio.
Dimenticate la vaniglia troppo dolce, a volte stucchevole e adolescenziale. Qui questa nota diventa adulta con la freschezza delle foglie e del legno dell'albero di fico, direi che in essa il frutto maturo poi aggiunge una leggera nota salina. Mi piace, mi fa sentire a casa tanto che per far da cornice all'elegante flacone ho scelto le mie pregiate ceramiche di Castelli - Abruzzo.

sabato 24 aprile 2021

Eau de Réglisse, selvaggia e aristocratica

 

È davvero qualcosa di molto singolare, innanzitutto per le proporzioni slanciate e il design essenziale del flacone che ricorda l’ “umile” rametto di liquerizia.

Eau de Réglisse di Caron è uno dei pezzi della mia collezione che amo di più.

Una composizione di Richard Fraysse che data 2006 ma potrebbe essere stata creata 60 anni fa come 6 giorni fa, questo per dire che è senza tempo pur avendo nella sua struttura un principio classico ovvero una piramide olfattiva molto ricca e composita.

Le note di apertura vedono protagonista la radice di liquerizia che però si accompagna alla verbena e a note esperidate; patchouli, vaniglia e muschio sono l’ossatura portante nella più consolidata delle tradizioni.

Unisex ovviamente, con quella sottile nota legnosa e selvaggia di radici che conferiscono un sentore terroso. Il tutto va a sciogliersi nella dolcezza aristocratica del cuore.

lunedì 29 marzo 2021

Levante, questione di orientamento

Per chi, come me, è abituato a pensare all’Adriatico come la propria spiaggia d’elezione, la parola Levante si collega subito all’acqua, al mare.


I profumieri di Nobile 1942 sono liguri e per loro Levante e Ponente rappresentano due riviere e il mare sta a Sud.
Confesso di aver provato Levante con l’entusiasmo e la voglia di qualcosa che odorasse di mare e mi facesse sentire a casa ma l’Est per loro è un’altra cosa. Tuttavia non me ne rammarico; nella loro fragranza, anche se dichiarate come note di testa, gli accordi marini sfumano nei fiori bianchi, così mi pare di sentire i gelsomini nelle sere di maggio, cedro e resine fanno pensare a un'esotica pineta, un po’ in lontananza magari.
La vaniglia non manca mai. Insomma ci si avvicina alla costa percorrendo una strada in mezzo alla natura, di sera.