Ogni
volta che arriva un nuovo romanzo di Marco Lux per me è una festa.
Una parentesi di soave gusto e divertimento che riesce a mettermi
in pace col mondo, almeno con quello che io ritengo sia il mio mondo
fatto di buona musica, arte, generosità e soprattutto libertà.
Come
sempre leggendo una sua opera si impara qualcosa e questa è una
caratteristica che lo accomuna ad altri autori da me amatissimi che
si producono nella letteratura considerata "di genere" e
che io ritengo dei veri maestri di vita e cultura.
I contesti nei
quali si snodano le vicende ideate da Marco Lucetti (in arte Lux)
sono studiati con cura in ogni dettaglio: dall'aspetto storico a
quello della quotidianità e sono ormai un suo tratto
distintivo.
Il
titolo "Liberty" è un omaggio allo stile decorativo e
architettonico che caratterizzò la fine del XIX e gli inizi del XX
secolo, un'esplosione di bellezza attraverso colori gioiosi e forme
sinuose, un ultimo respiro di joie de vivre prima che l'Europa
fosse devastata dalla Grande Guerra e dall'avvento dei regimi
totalitari.
Villa Iris, dove si svolge gran parte del romanzo, si
trova a Laveno sul Lago Maggiore ed è un esempio trionfale di questo
stile, una summa di tutto ciò che di importante venne prodotto in
quegli anni, dall'edificio fino alla tazzina da caffè. Ambìto
oggetto di studi da parte di accademici.
Le
porte della villa tuttavia si aprono solo per il professor Giorgio
Colombo e il suo assistente il dottor Milo Molinari grazie a un
sentimento di stima reciproca che lega il professore alle
proprietarie, le sorelle Beatrice e Belinda Castiglioni, nipoti del
conte Olmo Castiglioni che, agli inizi del XX secolo, aveva
commissionato la realizzazione della dimora all'architetto napoletano
Alessandro Pirozzi.
Per i due studiosi si tratta di un vero
scrigno di tesori, un paese dei balocchi magico e suggestivo, il
coronamento di anni di ricerche.
Vengono accolti dalle Castiglioni
come non usava più da tempo, con una affabile formalità segno
del loro rango e della loro scelta di vita.
Le BiBi, come vengono
chiamate confidenzialmente, non amano il mondo esterno, non hanno la
televisione e passano le serate facendosi deliziare dal pianoforte
suonato magistralmente dal loro bellissimo nipote Pierpaolo, rimasto
orfano in tenera età e figlio del loro fratello minore Rodolfo
scomparso appena ventottenne.Pier,
schivo e silenzioso, sembra uscito da un'illustrazione di Dante
Gabriel Rossetti o di Aubrey
Beardsley.
Per Milo, gay e amante del calcio, è un vero colpo di fulmine, un
altro dei motivi che renderanno la sua permanenza a Villa Iris ancora
più piacevole.
Siamo
alla fine degli anni '80, il parallelismo con quella che, da chi l'ha
vissuta, è considerata una successiva Belle
epoque
non è un caso. I protagonisti vivono a Milano, città in
fermento artistico, frequentata da Keith Haring e sognata da Versace
(Gianni ovviamente). Di lì a poco, con gli anni '90, tutto cambierà:
la crisi del governo Craxi, Tangentopoli, Mani pulite, e il Grunge che spodesterà con i suoi stracci il New Romantic.
Dietro alle
accurate acconciature e agli abiti Schiaparelli delle attempate
gemelle si celano dei misteri che emergeranno anche grazie alle
ricerche di Giorgio e Milo e che costituiranno il filo “detective”
che ci tiene incollati alle pagine del romanzo.
Le citazioni
storiche sono molte e ben approfondite e i rimandi al cinema e alla
letteratura numerosi, strappano un sorriso quando li ritroviamo: da
“Le sorelle Materassi” a “Che fine ha fatto Baby Jane?”, da
“Misery non deve morire” a “Profondo rosso”. Una cultura pop
di livello che non può che impreziosire il racconto di cui non svelo
altro per non rovinarne il pathos.
La musica ha un ruolo importantissimo in questo testo; tanti i brani e gli autori
citati, motivo per cui il libro è ulteriormente impreziosito da una
selezione musicale operata dall'artista Otto Kinder che ha mixato
sapientemente brani di grande atmosfera con interventi di musica
elettronica come a cucire due lembi di epoche distanti ma non molto
differenti.
Un applauso e, da parte mia, una riverenza a Marco Lux
per averci regalato ancora tanta bellezza.