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lunedì 23 maggio 2011

Mani libere

La borsa deve essere una preziosa compagna delle vostre giornate e non una zavorra. Quindi bisogna cercare il tipo che più si adatta all'occasione e che sappiamo di poter gestire al meglio. Partiamo da alcuni punti fermi:
1 - anche la borsa deve essere proporzionata alla nostra fisicità, una donna bassa non può portare una grande sacca che normalmente dovrebbe arrivare a sfiorare il punto vita ma che, nel suo caso, arriverebbe sotto i fianchi.
2 - Dopo i 30 anni gli zainetti sono aboliti, con buona pace dei designer.
3- Le borse son cose da donne, evitiamo bambine e adolescenti con piccole Vuitton.

Detto ciò, la quasi scomparsa della tracolla ha aumentato le difficoltà per chi non era già molto disinvolta. Molti dei modelli più belli oggi si portano a braccio e ciò comporta una ridotta manualità. Ci sono però dei trucchi per poter ovviare a tali inconvenienti. Uno di questi è trovare un manico abbastanza largo da poter essere calzato momentaneamente sulla spalla, quando siete al bancomat per esempio sarebbe bene avere entrambe le mani libere.
Il problema di queste bellissime borse è che sono una rilettura di grandi miti del passato, come la Kelly, ma quelli erano tempi in cui le donne non dovevano dividersi tra mille impegni quotidiani e poi - generalmente - si trattava di donne che non dovevano "tirare fuori il portafoglio".
A causa di questo revival si vedono scene bizzarre come borse poggiate a un braccio rigido a novanta gradi con l'avambraccio, oppure il braccio schiacciato all'avambraccio come foste appena uscite dal prelievo del sangue e aveste ancora l'ovatta da tenere premuta.
Come sempre, esiste un giusto mezzo. Se potete, usate la borsa a braccio per le occasioni e per la routine quotidiana optate per una forma a mezzaluna da poter indossare sulla spalla.

venerdì 20 maggio 2011

Ovidio la sapeva lunga

Lo diceva anche Ovidio in Ars Amandi che le donne mai dovrebbero rivelare, agli occhi di un uomo, i trucchi e gli stratagemmi che contribuiscono alla loro bellezza.
Di conseguenza, sono sempre stata contraria ai saloni di parrucchiere che servono sia uomini sia donne. Per nessun motivo al mondo bisognerebbe apparire agli occhi maschili con la tintura, le cartine di alluminio, i bigodini della permanente in testa.
Mentre la pelle della fronte è arrossata dal "mogano" in posa e l'eye-liner vi sta colando a causa di un risciacquo troppo energico, un signore che aspetta il suo turno vi scruta attraverso lo specchio e pensa: "Le donne sono un'accozzaglia di finzioni".
Non vi venga in mente inoltre di farvi vedere in casa dal vostro partner con la crema depilatoria spalmata sotto il naso o mentre vi fate la pedicure.
Se volete fare della "toletta" un gioco erotico, che sia una finta toletta: al massimo potete rivelarvi allo sguardo di lui solo quando vi mettete la crema idratante sulle braccia e sulle gambe già perfettamente depilate. Per tutto il resto, chiudetevi in bagno. Nessuna intimità giustifica la caduta del velo di mistero che deve avvolgere il miracolo della bellezza femminile.