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| Immagine tratta da "La domenica della buona gente" |
"Eh
sì, una volta si facevano più figli, eppure eravamo più poveri".
Così riflette il ministro di turno prima di trovare una soluzione a
questo calo demografico che porterà al fallimento totale
dell'INPS.
Si facevano più figli, è vero. Adesso vi racconto
come mai, sono abbastanza vecchia da ricordarlo e abbastanza giovane
per fare parte di una generazione di donne che, a differenza di quelle che
l'hanno preceduta, ha potuto scegliere se figliare o meno.
Al
quartiere, a Montesacro, al palazzo di fianco al mio c'era un
ragazzino che si chiamava Tonino (diciamo).
Tonino stava sempre
per strada, "come tutti i ragazzini del rione" direte, ma lui ci doveva
stare per forza perché la madre lavorava tutto il giorno e quando la
mattina usciva lo buttava fuori di casa e buonanotte.
A pranzo la
portiera del palazzo gli dava una rosetta con la mortadella e lui
stava a posto fino a sera. Era secco come una scopa, Tonino.
Quando
le signore parlavano di sua madre dicevano "poveretta, quella è
una ragazza madre".
Io, all'epoca non capivo proprio cosa
significasse.
La poveretta per campare lavava le scale, faceva i
piatti a casa dei signori e altri lavoretti così. Tonino lo
guardavano il barista, il lattaio, il gommista, le portiere, la
strada insomma.
Oggi un ragazzino abbandonato in strada tutto il
giorno sarebbe considerato reato, gli assistenti sociali si
presenterebbero a casa della "poveretta" e glielo
toglierebbero per metterlo in una casa famiglia.
D'altronde, a
quel tempo, se rimanevi incinta e non avevi fratelli o padri che
riempivano di botte il maschio "inseminatore" per
convincerlo a sposarti, finivi per essere una poveretta e tuo figlio
in mezzo alla strada dalla mattina alla sera.
Quelle che invece il
marito ce l'avevano non è che stessero molto meglio, in casa tutto
il giorno a badare ai "regazzini", uscivano solo per fare
la spesa e un caffè al bar se lo potevano pigliare solo la domenica
col marito e la famiglia, se andava bene.
I ragazzini poi negli
appartamenti in affitto non stavano tanto comodi e quindi la giornata per strada ce la passavano pure loro, l'unica differenza era che a
mezzogiorno invece del pane e mortadella come Tonino si potevano
mangiare i maccheroni al pomodoro o al burro e parmigiano (questo era il pasto di una famiglia media italiana a pranzo e cena. Si variava con la frittata e cicoria).
Di
notte dormivano a due a due nello stesso letto uno da capo e uno da
piedi, a quelli più grandi sistemavano il divano letto o mettevano una brandina nel corridoio.
Sto parlando degli anni '70, non del 1915 e questa era la vita normale della brava gente che,
comunque, un lavoro ce l'aveva. Famiglie rigorosamente monoreddito.
Oggi forse i ragazzini che vedete in
mezzo alla strada non si chiamano più Tonino, Mario o Cesare, forse
si chiamano Hassan, Dimitrij, Tibor.
Sì perché gli italiani i
figli non li vogliono tenere per strada, li vogliono mandare a nuoto,
a tennis, a pianoforte. È così, quando la società si evolve si
vuole qualcosa di più per i propri figli e se non si può, piuttosto
che tenerli per strada è meglio non fare altri "Tonino".